<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>Digito Ergo Sum</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it" rel="alternate"></link><link href="http://digitoergosum.unimi.it/feeds/all.atom.xml" rel="self"></link><id>http://digitoergosum.unimi.it</id><updated>2012-05-22T00:00:00+02:00</updated><entry><title>Podcast delle ultime due puntate.</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/podcast-delle-ultime-due-puntate.html" rel="alternate"></link><updated>2012-05-22T00:00:00+02:00</updated><author><name>Aladdin</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2012-05-22:/podcast-delle-ultime-due-puntate.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Ieri è andata in onda l'ultima puntata delLa seconda serie, trovate i podcast delle ultime due puntate (ossia di tutte le quattro puntate montate correttamente della seconda serie) nella  &lt;a href="../pages/podcast.html"&gt;pagina dei podcast&lt;/a&gt; (sempre soltanto in 
formato mp3).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se volete ascoltare anche i radiodrammi delle prime due puntate andate in onda, cui per errore sono stati sostituiti altri radiodrammi per un errore di montaggio, aiutateci a convincere Radio Popolare a fornirci i podcast rimontati nel modo corretto!&lt;/p&gt;</summary></entry><entry><title>Sono arrivati i nuovi podcast!</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/sono-arrivati-i-nuovi-podcast.html" rel="alternate"></link><updated>2012-05-09T00:00:00+02:00</updated><author><name>Aladdin</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2012-05-09:/sono-arrivati-i-nuovi-podcast.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Abbiamo finalmente i pocast delle prime due puntate montate correttamente 
(andate in onda il 30 aprile ed il 7 maggio). Li trovate come al solito nella 
&lt;a href="../pages/podcast.html"&gt;pagina dei podcast&lt;/a&gt;; putroppo, per ora, soltanto in 
formato mp3.&lt;/p&gt;</summary></entry><entry><title>Podcast</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/podcast.html" rel="alternate"></link><updated>2012-05-07T00:00:00+02:00</updated><author><name>Aladdin</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2012-05-07:/podcast.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Molti ci stanno chiedendo la pubblicazione dei podcast delle trasmissioni
già andate in onda, anche perché alcuni errori di montaggio avevano un po'
incasinato le prime due puntate. 
Stiamo lavorando per voi, ma le cose sono (sempre) meno semplici di quanto
uno creda; comunque non temete, li renderemo disponibili non appena
li avremo.&lt;/p&gt;</summary></entry><entry><title>Digito Ergo Sum</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/digito-ergo-sum.html" rel="alternate"></link><updated>2012-04-16T00:00:00+02:00</updated><author><name>Aladdin</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2012-04-16:/digito-ergo-sum.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;La seconda serie è in onda su Radio Popolare, dal 16 aprile, per 6
lunedì a mezzogiorno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'informatica come non l'avete mai sentita&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viviamo sepolti tra i computer. L'informatica è diventata insostituibile nelle
vite di tutti noi: dal bancomat al PC di casa, dal navigatore dell'auto alla
lavatrice intelligente. &lt;strong&gt;Dei computer parlano tutti&lt;/strong&gt;, sui giornali, per
radio e in tivù, &lt;strong&gt;ma nessuno va mai al di là della semplice tecnologia&lt;/strong&gt;. Che
cosa c'è dietro? Che cos'è davvero l'informatica? È davvero una scienza così
diversa dalla fisica, dalla chimica o dalla biologia? Che cosa c'è di davvero
rivoluzionario in questa disciplina e perché vale la pena di scoprirlo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le risposte arrivano con il programma &lt;strong&gt;Digito Ergo Sum&lt;/strong&gt; di nuovo in
onda dal 16 aprile tutti i lunedì alle 12 su &lt;strong&gt;Radio Popolare&lt;/strong&gt;. In
mezz'ora la trasmissione, ideata e condotta da un gruppo di
ricercatori informatici, vi farà scoprire cose che &lt;strong&gt;non avreste mai
immaginato&lt;/strong&gt;. Cosa c'entra un tennista con la programmazione? Come
dividersi un gelato equamente senza bisogno di un arbitro imparziale?
E perché tutto questo è informatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Digito Ergo Sum&lt;/strong&gt; è un programma a cura di &lt;strong&gt;Aladdin, Laboratorio di
Didattica e Divulgazione dell'Informatica&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://aladdin.unimi.it/"&gt;aladdin.unimi.it&lt;/a&gt;), nato nei
Dipartimenti di &lt;strong&gt;Scienze dell'Informazione&lt;/strong&gt; e di &lt;strong&gt;Informatica e
Comunicazione&lt;/strong&gt; dell'&lt;strong&gt;Università degli Studi di Milano&lt;/strong&gt; con lo scopo di
diffondere la cultura informatica nella società e arricchire l'insegnamento di
questa disciplina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La trasmissione è condotta da Antonio Dini, giornalista, e da Carlo
Bellettini, Alfio Ferrara, Dario Malchiodi, Mattia Monga, Massimo
Santini con la collaborazione di Violetta Lonati, Paolo Boldi, docenti
di informatica. Il gruppo di Aladdin è composto inoltre da Anna
Morpurgo e Mauro Torelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni puntata di Digito Ergo Sum affronta un argomento diverso. E al suo
interno contiene anche un &lt;strong&gt;radiodramma vecchio stile&lt;/strong&gt; interpretato da tre
giovani attori diplomati alla scuola Paolo Grassi di Milano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Digito Ergo Sum&lt;/strong&gt; è in onda ogni lunedì a partire dal 16 aprile 2012, alle
ore 12.00 su Radio Popolare (&lt;a href="http://www.radiopopolare.it/"&gt;www.radiopopolare.it&lt;/a&gt;). Le frequenze per la
Lombardia sono disponibili all'indirizzo
(&lt;a href="http://www.radiopopolare.it/ascoltaci/frequenze/"&gt;www.radiopopolare.it/ascoltaci/frequenze/&lt;/a&gt;), ed è possibile anche
ascoltare la diretta in streaming (per le istruzioni vedi
&lt;a href="http://www.radiopopolare.it/poplive/diretta/computer-player/"&gt;www.radiopopolare.it/poplive/diretta/computer-player/&lt;/a&gt;). I podcast delle
varie puntate saranno disponibili sul sito &lt;a href="http://digitoergosum.unimi.it/"&gt;digitoergosum.unimi.it&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Per ulteriori informazioni: Dario Malchiodi, tel 02 50316338, mail
&lt;a href="mailto:malchiodi@dsi.unimi.it"&gt;malchiodi@dsi.unimi.it&lt;/a&gt; .&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</summary></entry><entry><title>Chi siamo</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/chi-siamo.html" rel="alternate"></link><updated>2012-04-14T00:00:00+02:00</updated><author><name>Aladdin</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2012-04-14:/chi-siamo.html/</id><summary type="html">&lt;h2 id="hanno_realizzato_la_trasmissione"&gt;Hanno realizzato la trasmissione:&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Violetta Lonati" src="media/violetta.jpg" /&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Violetta Lonati&lt;/strong&gt;, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze
dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, dove si occupa di
linguaggi formali e automi, ha curato la produzione esecutiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Paolo Boldi" src="media/paolo.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Paolo Boldi&lt;/strong&gt;, professore associato presso il Dipartimento di Scienze
dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, dove si occupa di
algoritmica per il web, è autore dei radiodrammi.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="in_studio"&gt;In studio:&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Antonio Dini" src="media/antonio.png" /&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Antonio Dini&lt;/strong&gt;, giornalista, saggista e blogger, scrive per il quotidiano Il
Sole 24 ore e il sito Macitynet.it. Ha pubblicato alcune opere di analisi
economica, giuridica e sociale fra cui &lt;em&gt;Emozione Apple&lt;/em&gt;, un libro che
approfondisce le ragione del successo commerciale dell'azienda di Steve Jobs.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Carlo Bellettini" src="media/carlo.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Carlo Bellettini&lt;/strong&gt;, professore associato presso il Dipartimento di
Informatica e Comunicazione dell'Università degli Studi di Milano, dove si
occupa di ingegneria del software, ha fornito molti degli spunti per le
puntate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Alfio Ferrara" src="media/alfio.png" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Alfio Ferrara&lt;/strong&gt; è ricercatore presso il Dipartimento di Informatica e
Comunicazione dell'Università degli Studi di Milano e la sua attività si
svolge nell'area delle basi di dati, dei sistemi informativi e delle ontologie
e semantic web, interessato in particolare all'integrazione e interoperabilità
di sorgenti informative eterogenee in sistemi distribuiti aperti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Dario Malchiodi" src="media/dario.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dario Malchiodi&lt;/strong&gt; è professore associato presso il Dipartimento di Scienze
dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano e si occupa del
trattamento dell'incertezza nei problemi di apprendimento automatico, con
particolare riferimento all'apprendimento basato sulla qualità dei dati, allo
sviluppo di modelli inferenziali, alla progettazione di sistemi ibridi di
apprendimento e alle applicazioni dei sistemi per il calcolo automatico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Mattia Monga" src="media/mattia.png" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mattia Monga&lt;/strong&gt; è professore associato presso il Dipartimento di Informatica
e Comunicazione dell'Università degli Studi di Milano e si occupa di
ingegneria del software e sicurezza informatica, in particolare in sistemi
decentralizzati e in continua evoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Massimo Santini" src="media/massimo.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Massimo Santini&lt;/strong&gt; è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze
dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano e si occupa di
algoritmica per il web e big data.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Gianpiero Kesten" src="media/kesten.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La registrazione delle puntate è stata realizzata negli studi di
&lt;a href="http://www.radiopopolare.it"&gt;Radio Popolare&lt;/a&gt; da &lt;strong&gt;Gianpiero "Jam" Kesten&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="chi siamo"></category></entry><entry><title>Undicesima puntata: ricorsione</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/undicesima-puntata-ricorsione.html" rel="alternate"></link><updated>2011-08-01T13:00:00+02:00</updated><author><name>Alfio Ferrara</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-08-01:/undicesima-puntata-ricorsione.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Davvero, come ci hanno sempre insegnato, non si può definire qualcosa nei termini di se stessa? In realtà c'è un modo interessante per farlo, che permette di risolvere moltissimi problemi. Oggi, nell'ultima puntata della serie, Digito Ergo Sum affronta questi metodi, detti &lt;strong&gt;ricorsivi&lt;/strong&gt;, per scoprire che ordinare un mazzo di carte, specchiare uno specchio nello specchio, e i cavolfiori hanno più cose in comune di quanto si possa pensare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così, per fare le somme basta sapere che numero viene prima e dopo un certo numero? Ecco qui:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;qual è la somma di due numeri A e B? Be', se B è uguale a 0, allora la somma è A. Se invece B non è zero la somma è il numero successivo alla somma di A e B - 1. E come si fa la somma di A e B - 1? Be', lo abbiamo appena detto! Non ci credete? Ascoltate la nostra ultima puntata, e fra il Paradosso di Zenone e la meta-fiction americana, scoprirete la magia nascosta nella ricorsione...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, chi si è perso la diretta può scaricare la puntata in formato &lt;a href="media/digitoergosum-11.mp3"&gt;MP3&lt;/a&gt; e
&lt;a href="media/digitoergosum-11.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;...e, naturalmente, non dimenticate di seguire (ricorsivamente) gli &lt;a href="http://digitoergosum.unimi.it/undicesima-puntata-ricorsione.html"&gt;sviluppi&lt;/a&gt;...&lt;/p&gt;</summary><category term="undicesima puntata"></category><category term="ricorsione"></category></entry><entry><title>Decima puntata: software libero, reti e la vita pubblica</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/decima-puntata-software-libero-reti-e-la-vita-pubblica.html" rel="alternate"></link><updated>2011-07-25T13:00:00+02:00</updated><author><name>Mattia Monga</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-07-25:/decima-puntata-software-libero-reti-e-la-vita-pubblica.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;La nostra vita quotidiana è ormai irrimediabilmente mediata da sistemi
informatici, manufatti software, reti telematiche. Ciò apre
possibilità, spazi di interazione sociale e libertà civili impensabili
fino a poco tempo fa. L'intermediazione software, però, può giocare
brutti scherzi perché non sempre si presta ad un'analisi di dettaglio:
in effetti si tratta di una serie di istruzioni scritte per essere
eseguite da una macchina. Chi volesse capirne il &lt;em&gt;senso&lt;/em&gt; dovrebbe
disporre del &lt;strong&gt;codice sorgente&lt;/strong&gt;, cioè quella descrizione che i
programmatori hanno scritto in maniera tale che, almeno a loro, fosse
chiaro ciò che si voleva ottenere. Peccato che questo codice non è
quasi mai disponibile, se non nel cosiddetto &lt;strong&gt;software libero&lt;/strong&gt;, che
non vincola cioè a interpellarne l'autore per capirci qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, chi si è perso la diretta può scaricare la puntata in
formato &lt;a href="media/digitoergosum-10.mp3"&gt;MP3&lt;/a&gt; e &lt;a href="media/digitoergosum-10.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="decima puntata"></category><category term="software libero"></category><category term="open source"></category></entry><entry><title>Bruce Schneier</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/bruce-schneier.html" rel="alternate"></link><updated>2011-07-24T09:30:00+02:00</updated><author><name>Antonio Dini</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-07-24:/bruce-schneier.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Bruce Schneier è stato a lungo un eroe per gli esperti di sicurezza e per chi si occupa di crittografia. Il ricercatore americano ha scritto uno dei libri tecnici del
settore, &lt;a href="http://www.amazon.it/dp/0471117099/"&gt;Applied Cryptography&lt;/a&gt; (1994), e uno di quelli molto belli sul concetto di sicurezza non solo informatica: &lt;a href="http://www.amazon.it/dp/0387026207/"&gt;Beyond Fear&lt;/a&gt; (2003).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi non lavora più come consulente indipendente (per gente come i Bell Labs e il Dipartimento della Difesa statunitense) ma come capo della tecnologia per il gruppo British Telecom. Nonostante questo, ha ancora tempo per aggiornare &lt;a href="http://www.schneier.com/"&gt;il suo blog&lt;/a&gt;, che è una lettura più che piacevole per chi mastica un po' di inglese ed è curioso di sapere cosa succede nel mondo della security. Da leggere anche la sua newsletter, &lt;a href="http://www.schneier.com/crypto-gram.html"&gt;Crypto-gram&lt;/a&gt;. Da leggere infine (tradotto in italiano) anche il saggio &lt;a href="http://www.schneier.com/essay-148-it.pdf"&gt;Le password sicure vi rendono più sicuri&lt;/a&gt;, che spiega parecchie cose sul tema della sicurezza delle nostre password.&lt;/p&gt;</summary><category term="nona puntata"></category><category term="crittografia"></category></entry><entry><title>Nona puntata: crittografia</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/nona-puntata-crittografia.html" rel="alternate"></link><updated>2011-07-18T13:00:00+02:00</updated><author><name>Mattia Monga</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-07-18:/nona-puntata-crittografia.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Chi di noi non ha cercato di parlare con un amico senza che gli altri
capissero? Ma come si fa a nascondere un messaggio in modo che possa
comprenderne il significato solo il legittimo destinatario? Da Giulio
Cesare ai pizzini di Provenzano, la storia della crittografia è ricca
di aneddoti interessanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine si tratta di trovare una &lt;em&gt;codifica&lt;/em&gt; che non possa essere
&lt;em&gt;decodificata&lt;/em&gt; senza una chiave, ossia qualcosa che permetta di
interpretare correttamente il messaggio. Un po' come quando
Champollion trovò il modo di comprendere i geroglifici egiziani. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E da Turing in poi la crittografia è sempre più attività informatica:
si costruiscono grandi calcolatori per codificare e decodificare in
maniera il più efficace possibile. Ma non solo: grazie alla riflessione
informatica si può perfino  cercare di stimare quanto è buono un
meccanismo crittografico. Ce ne sono di ottimi che possono essere
impiegati anche senza mezzi sofisticati... basta un mazzo di carte da
poker! &lt;a href="http://www.schneier.com/solitaire.html"&gt;Un solitario crittografico&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, chi si è perso la diretta può scaricare la puntata in formato &lt;a href="media/digitoergosum-9.mp3"&gt;MP3&lt;/a&gt; e
&lt;a href="media/digitoergosum-9.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="nona puntata"></category><category term="crittografia"></category></entry><entry><title>Ottava puntata: soft computing</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/ottava-puntata-soft-computing.html" rel="alternate"></link><updated>2011-07-11T13:00:00+02:00</updated><author><name>Dario Malchiodi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-07-11:/ottava-puntata-soft-computing.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Chi crede che un programma informatico sia una sorta di &lt;em&gt;precisino digitale&lt;/em&gt; si dovrà ricredere ascoltando la puntata odierna. Infatti, nonostante sia auspicabile che quando si risolve un problema si applichi un metodo che fornisca una soluzione esatta, è vero anche che non sempre è possibile garantire che questa soluzione si possa trovare in un tempo ragionevole. Inoltre ci sono problemi di cui non si conosce una soluzione esprimibile tramite un algoritmo, come per esempio quello del riconoscimento del parlato. Eppure molti telefoni cellulari sono in grado di riconoscere i nomi dei nostri amici quando li pronunciamo. E come fanno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per attaccare problemi come questi si utilizzano approcci di vario tipo, che vanno sotto il cappello di &lt;em&gt;metodi soft&lt;/em&gt;, o &lt;em&gt;soft computing&lt;/em&gt;. Questi metodi abbandonano lo scopo di risolvere esattamente un problema, e in alcuni casi non si è nemmeno in grado di descrivere in modo preciso quale metodo venga seguito per trovare la soluzione. Ci si accontenta che questa sia accettabile nella maggior parte dei casi, vista l'impossibilità di trovare sempre quella migliore. D'altronde, chi di voi non ha mai inveito contro il cellulare perché ha sbagliato a comprendere il nome che avevamo appena pronunciato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi tentiamo di descrivere alcuni di questi modi di risolvere un problema e di spiegare come funzionano. E nel radiodramma potrete ascoltare anche alcuni stralci delle opere di un autore &lt;em&gt;sintetizzato&lt;/em&gt; proprio usando uno di questi metodi: il grande Alessalo Svevoni!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, chi si è perso la diretta può scaricare la puntata in formato &lt;a href="media/digitoergosum-8.mp3"&gt;MP3&lt;/a&gt; e
&lt;a href="media/digitoergosum-8.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="ottava puntata"></category><category term="soft computing"></category></entry><entry><title>Settima puntata: sistemi distribuiti</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/settima-puntata-sistemi-distribuiti.html" rel="alternate"></link><updated>2011-07-04T13:00:00+02:00</updated><author><name>Carlo Bellettini</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-07-04:/settima-puntata-sistemi-distribuiti.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;E' difficile ormai ai giorni nostri pensare ai computer in isolamento. 
Internet ci ha abituato a pensare in termini di reti di computer.
Ma cosa vuol dire pensare in questi termini di reti quando dobbiamo risolvere un problema?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa vuol dire calcolo distribuito? Sono tutte rose o ci sono anche le spine?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed infine la domanda che tutti ci poniamo almeno un paio di volte al giorno?
Siamo soli in questo universo? Ci sono gli extra terrestri?
Beh, difficile a crederci senza averla sentita, ma la trasmissione di oggi dà il suo 
contributo anche a questo... anzi vi insegna come dare il vostro contributo a questa annosa questione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, chi si è perso la diretta può scaricare la puntata in formato &lt;a href="media/digitoergosum-7.mp3"&gt;MP3&lt;/a&gt; e
&lt;a href="media/digitoergosum-7.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="settima puntata"></category><category term="sistemi distribuiti"></category></entry><entry><title>Quattro e non più di quattro</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/quattro-e-non-piu-di-quattro.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-27T13:00:00+02:00</updated><author><name>Paolo Boldi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-27:/quattro-e-non-piu-di-quattro.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Parlando di grafi (argomento della puntata in onda il 27 giugno), mi è venuto
in mente un problema classico chiamato &lt;em&gt;problema dei quattro colori&lt;/em&gt;.
Supponete di avere una mappa geopolitica, con delle zone delimitate che
rappresentano i vari Stati, e di volerla colorare: ogni area deve essere
colorata e l'unico vincolo da rispettare è che non accada mai che due Stati
confinanti abbiano lo stesso colore (mentre è perfettamente lecito che Stati
diversi abbiano colori uguali, purché non siano confinanti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanti colori servono? Beh, naturalmente se avete abbastanza pastelli diversi
riuscite sempre a risolvere il problema: per esempio, se avete a vostra
disposizione un colore diverso per ogni Stato il problema è banale. Ma
supponete di voler usare il &lt;em&gt;minor numero di colori possibili&lt;/em&gt;. La questione
fu posta nella seconda metà dell'ottocento e fu per più di un secolo un vero e
proprio puzzle per molti matematici. Infatti è facile rendersi conto che ci
sono mappe per cui tre colori non sono sufficienti: per esempio, il Belgio
confina sia con la Germania che con la Francia, e inoltre la Germania e la
Francia sono confinanti fra loro, quindi per colorare Germania, Francia e
Belgio servono tre colori diversi. Inoltre, siccome il Lussemburgo confina con
tutti e tre gli Stati (Belgio, Germania e Francia), ne consegue che per
colorare anche il Lussemburgo servirà per forza un altro colore. Dunque,
quattro colori sono necessari. Ma sono sufficienti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se provate a mettervi a disegnare mappe "inventate" vi accorgerete presto che
è molto difficile creare una mappa in cui servano più di quattro colori. Anzi,
a dire la verità è impossibile. Cioè, &lt;em&gt;quattro colori bastano per colorare
qualsiasi mappa&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che c'entra questo con i grafi? Beh, c'entra. Supponete di trasformare ogni
nazione in un vertice di un grafo, e di mettere un arco fra due vertici se le
due nazioni sono fra loro confinanti. Il problema della colorazione della
mappa diventa un problema di colorazione del grafo: dovete colorarne i vertici
in modo che vertici adiacenti (cioè, che sono collegati da un arco) non
abbiano mai lo stesso colore. Ma di quali grafi stiamo parlando? In effetti,
da ogni mappa si può ricavare un grafo, ma qualunque grafo è ricavabile da una
mappa?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordatevi che un grafo si disegna mettendo un pallino per ogni vertice, e
collegando con un segmento (o con una curva) tutte le coppie di vertici che
sono collegati da un arco. Ogni grafo si può quindi disegnare in molti modi
diversi, nel senso che la regola appena enunciata non dice dove devono essere
piazzati i vertici. Può accadere che disegnando un grafo in un certo modo
alcuni archi si intersechino, mentre spostando un po' i vertici si possano
evitare questi incroci. Se si riesce a fare questo si dice che il grafo è
planare. Un esempio di grafo non planare è il pentacolo (la stella a cinque
punte delle BR a cui avete aggiunto un cerchio che unisce ogni punta alle due
punte adiacenti): se anche spostate le punte o trasformate i segmenti che le
collegano in curve non riuscirete a non farne intersecare almeno due.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' facile rendersi conto del fatto che i grafi che si ottengono da una mappa
sono grafi planari (per dirla in matematichese, sono "tutti e soli" i grafi
planari). Quindi il problema delle mappe si può riformulare come segue: qual è
il minimo numero di colori necessari a colorare un grafo planare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il passaggio da mappe a grafi può sembrare inutile e perfino perverso, ma è
vantaggioso nel senso che un grafo non contiene più nessun dettaglio
"ininfluente": non ci sono confini, non ci sono astruse linee di demarcazione
a zigzag che sono state ottenute seguendo il corso di qualche fiume o in base
a un qualche oscuro trattato di pace. Il grafo della mappa contiene solo le
informazioni indispensabili per la colorazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Già, ma anche come problema di colorazione di grafi la questione è complicata.
Il matematico inglese Alfred Kempe, nel 1877, credette di aver trovato una
dimostrazione (del fatto che quattro colori sono sufficienti) ma fu
sconfessato nel 1890 da Percy Heawood, che trovò un errore nella dimostrazione
di Kempe. Heawood riuscì a dimostrare, in compenso, che cinque colori erano
sufficienti. Questo, insieme al fatto che tre colori non bastano, lasciava
ancora uno spazio scoperto: bastano quattro colori, oppure c'è qualche mappa
(pardon: grafo) per cui ne servono cinque?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si dovette aspettare quasi un secolo per ottenere una soluzione definitiva (?)
al problema: dopo una serie infinita di dimostrazioni sbagliate, nel 1976
Kenneth Apple e Wolfgang Hagen dimostrarono che quattro colori sono
sufficienti. In realtà, la dimostrazione di Apple e Hagen chiuse la questione
dei quattro colori, ma ne aprì un'altra, estremamente spinosa. Infatti, la
tecnica usata da Apple e Hagen fu assolutamente insolita per l'epoca: la loro
dimostrazione consisteva nel ridurre lo spazio di tutti i grafi planari
possibili a un insieme di "controesempi minimali". Se si fosse dimostrato che
quattro colori bastavano per colorare tutti questi controesempi, si sarebbe
ottenuto come risultato che quattro colori erano sufficienti in generale. I
controesempi minimali erano 1936: troppi da esaminare a mano! A quel punto,
chiesero aiuto a un computer: i due matematici scrissero un programma che
esaminò uno per uno tutti i 1936 esempi minimali e fu in grado di concludere
che erano tutti colorabili con quattro colori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo approccio fu oggetto di grandi contestazioni all'epoca: per un
matematico, una dimostrazione è un ragionamento che deve convincere della
verità di un'asserzione e deve essere esaminabile da parte di un essere umano.
Il fatto che un pezzo della dimostrazione di Apple e Hagen fosse stato
prodotto da un computer e non potesse essere realisticamente verificato da un
singolo essere umano (i 1936 controesempi, una volta disegnati, riempivano ben
400 pagine!) fu considerata (e da molti lo è ancora) un'inaccettabile
violazione delle regole implicite nella nozione stessa di &lt;em&gt;dimostrazione&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realtà, questa obiezione non è del tutto peregrina: se una parte di una
dimostrazione è verificata da un programma per computer, occorre dimostrare a
parte che il programma usato è corretto. In effetti, il problema di convincere
la comunità matematica "ostile" rimane ancora aperto, ed è oggi estremamente
attuale (e pertinente per noi): che ruolo può avere un computer nell'assistere
il lavoro di un matematico? quanto e in che misura è accettabile che una
dimostrazione sia in parte prodotta o verificata solo mediante un programma?&lt;/p&gt;</summary><category term="sesta puntata"></category><category term="grafi"></category></entry><entry><title>Scimmie e scienziati</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/scimmie-e-scienziati.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-25T13:00:00+02:00</updated><author><name>Massimo Santini</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-25:/scimmie-e-scienziati.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Chiunque sarebbe in grado di distinguere le migliaia di pagine &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Infinite_monkey_theorem"&gt;scritte a
caso&lt;/a&gt; &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Infinite_monkey_theorem"&gt;dall'esercito di scimmie&lt;/a&gt; nel tentativo di riprodurre l'opera di
Shakespeare dalle pagine di un buon libro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma che succederebbe se, invece di battere i tasti completamente a caso, le
scimmie prestassero attenzione a mettere i caratteri, o le parole, uno dopo
l'altro imitando la frequenza con cui appaiono in un libro scritto in italiano
(dove, ad esempio, ci sono di certo più vocali che "x", o "y")? e se non
scegliessero ogni parola indipendentemente, ma tenessero traccia di quelle che
hanno appena scritto per cercare di imitare meglio il testo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di certo non ne uscirebbero pagine di grande letteratura, ma in qualche caso
l'effetto comico sarebbe assicurato, come nell'annuncio "Intrepido maniscalco
offre fotografo amante giochi telefonici per trarre ispirazione. No
odontoiatri", ottenuto grazie ad una &lt;a href="http://www.polygen.org/"&gt;grammatica casuale&lt;/a&gt;. Da una idea
simile nascono i &lt;a href="http://www.google.com/search?q=generatore+automatico+site:metilparaben.blogspot.com"&gt;"generatori automatici"&lt;/a&gt; del blog &lt;a href="http://metilparaben.blogspot.com/"&gt;Metilparaben&lt;/a&gt; che
ad ogni apparizione rimbalzano sul web con &lt;a href="http://metilparaben.blogspot.com/2011/01/generatore-automatico-di-coalizioni.html"&gt;effetti decisamente comici&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'è un po' meno da ridere osservando che tramite un &lt;a href="http://pdos.csail.mit.edu/scigen/"&gt;approccio simile&lt;/a&gt;
alcuni ricercatori, del &lt;a href="http://www.csail.mit.edu/"&gt;laboratorio di informatica ed intelligenza
artificiale&lt;/a&gt; del &lt;a href="http://www.mit.edu/"&gt;MIT&lt;/a&gt; (una delle migliori Università americane, che
ospita tra i migliori hacker del mondo), hanno generato degli articoli
scientifici "casuali" (e quindi privi di vero contenuto scientifico) che sono
però stati scambiati per veri articoli da alcune conferenze di settore. Sarà
un caso, saranno geniali gli hacker del MIT, o certe confenze non sono poi
così scientifiche?&lt;/p&gt;</summary><category term="quinta puntata"></category><category term="rappresentazione dell'informazione"></category></entry><entry><title>Sesta puntata: grafi</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/sesta-puntata-grafi.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-25T13:00:00+02:00</updated><author><name>Paolo Boldi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-25:/sesta-puntata-grafi.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Un grafo è un'entità matematica molto semplice, ma sorprendentemente utile. Si
tratta di un insieme di oggetti (chiamati "nodi" o "vertici") che sono
collegati fra loro da "archi".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un esempio di grafo è costituito dalla mappa di una metropolitana: in questo
caso i nodi sono le stazioni e gli archi sono i tratti che le collegano; ogni
arco ha due estremità (le due stazioni che l'arco collega). Nel caso della
metropolitana, un passeggero può spostarsi lungo gli archi in qualunque
direzione e può effettuare percorsi che lo portano da una stazione all'altra
attraversando uno o più archi. Ci sono anche situazioni in cui gli archi sono
orientati, cioè possono essere percorsi in un solo verso: è ciò che accade, ad
esempio, nelle mappe stradali cittadine quando si incontrano strade a senso
unico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I grafi rappresentano un formalismo di grandissima potenza espressiva, molto
utilizzato in matematica e in informatica: è questo l'argomento della puntata
di lunedì. Prenderemo in esame molti esempi di grafo (dalle amicizie su
Facebook al World Wide Web) e spiegheremo quanto avere un formalismo così
generale possa essere utile nella pratica. Anche, ad esempio, per organizzare
una cena...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi si è perso la diretta può scaricare la puntata in formato &lt;a href="media/digitoergosum-6.mp3"&gt;MP3&lt;/a&gt; e
&lt;a href="media/digitoergosum-6.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="sesta puntata"></category><category term="grafi"></category></entry><entry><title>Pixel luminosi, umani e liquidi!</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/pixel-luminosi-umani-e-liquidi.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-21T13:00:00+02:00</updated><author><name>Massimo Santini</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-21:/pixel-luminosi-umani-e-liquidi.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Nella puntata si parla dei messaggi di "Buon Natale" disegnati sulla facciata
del Pirellone (un grattacelo di Milano) accendendo e spegnendo le luci dietro
alle finestre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;a href="http://blinkenlights.net/"&gt;"Project Blinkenlights"&lt;/a&gt;, da cui l'idea è stata tratta, è nato nel 2001
in occasione della prima installazione avvenuta a Berlino alla &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Haus_des_Lehrers"&gt;Haus des
Lehrers&lt;/a&gt; per commemorare &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wau_Holland"&gt;Wau Holland&lt;/a&gt;, cofondatore del &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chaos_Computer_Club"&gt;Chaos Computer
Club&lt;/a&gt; una grande organizzazione di hacker tedeschi. Da allora ha
perfezionato l'arte di disegnare sui palazzi ottenendo &lt;a href="http://vimeo.com/6175054"&gt;risultati&lt;/a&gt;
&lt;a href="http://vimeo.com/6175371"&gt;assolutamente strabilianti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma l'idea di far uscire i pixel dal ristretto schermo del computer per dar
loro vita in elementi della vita reale non si limita alle sole finestre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti ricordano la &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=YcqZfQ1f3J0"&gt;cerimonia di apertura delle ultime Olimpiadi a
Pechino&lt;/a&gt;, quando una moltitudine di persone cambiando posizione e colore
dei propri abiti hanno dato luogo ad incredibili animazioni. Vien da pensare
che la pazienza e la precisione degli asiatici sia necessaria per ottenere
risultati di così alto livello, come per questa &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=X76ZIGQgBWg"&gt;animazione made in Korea&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certamente più rinfrescante l'idea di usare &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=XZki5lGhHII"&gt;cascate di acqua&lt;/a&gt; per generare
animazioni ancor più sorprendenti ed effimere.&lt;/p&gt;</summary><category term="quinta puntata"></category><category term="rappresentazione dell'informazione"></category></entry><entry><title>Quinta puntata: rappresentazione dell'informazione</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/quinta-puntata-rappresentazione-dellinformazione.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-20T13:00:00+02:00</updated><author><name>Massimo Santini</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-20:/quinta-puntata-rappresentazione-dellinformazione.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Non molti anni fa, la musica era registrata su dischi di vinile, i film su
bobine di celluloide, le immagini sulla pellicola fotografica e i testi sulla
carta stampata; inoltre ciascuno di questi mezzi necessitava di attrezzature
apposite come giradischi, proiettori e cineprese, macchine fotografiche…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi è possibile godere di musica, video, immagini e testi su uno stesso
dispositivo: il computer! non solo quello voluminoso e ricco di accessori che
sta sulla scrivania, ma anche attraverso piccoli dispositivi portatili come
gli &lt;em&gt;mp3 player&lt;/em&gt; con i quali si possono spesso vedere anche immagini e
filmati, o gli &lt;em&gt;ebook reader&lt;/em&gt; che oltre al testo talvolta sono in grado di
gestire musica e filmati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella quinta puntata di Digito Ergo Sum, dedicata alla rappresentazione
dell'informazione, spieghiamo come questo sia possibile e cosa abbiano in
comune una macchina fotografica digitale ed il vostro computer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se vi siete persi la diretta, come sempre potete ascoltare la &lt;a href="media/digitoergosum-5.mp3" title="Quarta puntata"&gt;quinta
puntata&lt;/a&gt; in differita (e in &lt;a href="media/digitoergosum-5.ogg" title="Quarta puntata"&gt;OGG&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì prossimo parleremo di grafi, la struttura comune a Facebook e l'intrico
della metropolitana di Parigi ed il Wold Wide Web…&lt;/p&gt;</summary><category term="quinta puntata"></category><category term="rappresentazione dell'informazione"></category></entry><entry><title>Quarta puntata: il World Wide Web</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/quarta-puntata-il-world-wide-web.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-13T15:00:00+02:00</updated><author><name>Alfio Ferrara</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-13:/quarta-puntata-il-world-wide-web.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Il World Wide Web: tutti lo usiamo, tutti abbiamo un'idea di cosa sia un sito
web... ma come è nato il WWW? In cosa è diverso da Internet? E cosa si intende
coi temini "Semantic Web" e "Social Web"? Nella quarta puntata abbiamo
affrontato il tema del web, cercando di raccontarne gli aspetti più noti
insieme a quelli meno noti e provando a fare un po' di chiarezza sulle
prospettive più interessanti legate alla classificazione delle informazioni e
alle dinamiche sociali in rete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se vi siete persi la diretta, come sempre potete ascoltare la &lt;a href="media/digitoergosum-4.mp3" title="Quarta puntata"&gt;quarta
puntata&lt;/a&gt; in differita (anche in &lt;a href="media/digitoergosum-4.ogg" title="Quarta puntata"&gt;OGG&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì prossimo parleremo di rappresentazione dell'informazione e di strane
macchine fotografiche digitali...&lt;/p&gt;</summary><category term="quarta puntata"></category><category term="www"></category></entry><entry><title>Algoritmi e galloni</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/algoritmi-e-galloni.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-09T09:00:00+02:00</updated><author><name>Violetta Lonati</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-09:/algoritmi-e-galloni.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;In &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0112864/"&gt;Die Hard - Duri a morire&lt;/a&gt; c'è una &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=GEorY_T7pw4"&gt;scena&lt;/a&gt; che sembra fatta apposta
per parlare di &lt;em&gt;algoritmi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;John McClane (Bruce Willis) and Zeus Carver (Samuel L. Jackson) sono alle
prese con gli indovinelli perversi di Simon (Jeremy Irons), il cattivo di
turno. Nel parco c'è una bomba che deve essere disinnescata: i due devono
riuscire a riempire una tanica con 4 galloni di acqua, avendo a disposizione
solo due taniche da 3 e 5 galloni. Non sembra una cosa facile ma, come in ogni
film che si rispetti, i nostri eroi ce la faranno proprio all'ultimo minuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scena del film ha ispirato anche alcuni colleghi informatici
dell'Università degli Studi di Milano: da essa prendono spunto un &lt;a href="http://lonati.di.unimi.it/algo/0910/esami/diehard.pdf"&gt;progetto
per l'esame&lt;/a&gt; di Laboratorio di Algoritmi e Strutture Dati e prima ancora
l'articolo "&lt;a href="http://santini.di.unimi.it/_downloads/ridsi-212-98.pdf"&gt;Measuring With Jugs Or What If Mathematicians Were Asked To
Defuse Bombs&lt;/a&gt;", pubblicato ad un convegno internazionale il cui nome è
tutto un programma: &lt;a href="http://fun2010.dia.unisa.it/"&gt;fun with algorithms&lt;/a&gt;!&lt;/p&gt;</summary><category term="terza puntata"></category><category term="algoritmi"></category></entry><entry><title>Terza puntata: algoritmi</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/terza-puntata-algoritmi.html" rel="alternate"></link><updated>2011-06-06T13:00:00+02:00</updated><author><name>Dario Malchiodi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-06-06:/terza-puntata-algoritmi.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Come può un pastore che non conosce i numeri assicurarsi che tutti i capi di
bestiame che sono usciti dal suo recinto la mattina vi rientrino al tramonto?
Da questo spunto siamo partiti oggi nella terza puntata di Digito Ergo Sum,
dedicata agli algoritmi, parlando di problemi facili e meno facili, e anche di
problemi che non possono essere risolti. Non perdetevi il radiodramma odierno,
che vi insegnerà dei metodi infallibili per uscire da un labirinto!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi siete persi la diretta? Nessun problema, come sempre potete gustarvi la
&lt;a href="media/digitoergosum-3.mp3"&gt;terza puntata&lt;/a&gt; in differita (anche in &lt;a href="media/digitoergosum-3.ogg"&gt;OGG&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì prossimo parleremo del World Wide Web, dell'immensa mole di dati che
contiene e dei problemi che il tentare di ragionare su questi dati pone agli
informatici.&lt;/p&gt;</summary><category term="terza puntata"></category><category term="algoritmi"></category></entry><entry><title>Gödel, Escher, Bach</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/godel-escher-bach.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-30T19:00:00+02:00</updated><author><name>Dario Malchiodi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-30:/godel-escher-bach.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Un riferimento obbligato per chi è interessato ad approfondire i temi
dell'intelligenza artificiale è lo splendido libro di Douglas R. Hofstadter:
Gödel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante, la cui versione italiana è
edita da Adelphi. Non fatevi spaventare dalla mole del libro, che è scritto (e
soprattutto tradotto) molto bene. Tra l'altro, la sua struttura che alterna
capitoli con dialoghi tra personaggi immaginari è stata, in un certo senso,
una fonte di ispirazione per i radiodrammi della nostra trasmissione!&lt;/p&gt;</summary><category term="seconda puntata"></category><category term="intelligenza artificiale"></category></entry><entry><title>Il test di Turing</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/il-test-di-turing.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-30T15:00:00+02:00</updated><author><name>Dario Malchiodi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-30:/il-test-di-turing.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;In coda alla puntata di oggi segnaliamo un interessante &lt;a href="http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2011/03/mind-vs-machine/8386/" title="Mind vs. Machine"&gt;articolo&lt;/a&gt; di Brian
Christian che descrive non solo il test di Turing, ma anche una competizione
(il &lt;a href="http://www.loebner.net/Prizef/loebner-prize.html" title="Loebner Prize"&gt;Loebner prize&lt;/a&gt;) che si svolge annualmente e nella quale una serie di
computer fronteggia un manipolo di umani usando, appunto, le regole del test.
Lo scopo è quello di decretare il computer più umano (quello che inganna più
giudici, anche se finora -- in barba a quello che preconizzava Turing --
nessun computer è riuscito a ingannarne più del trenta percento), ma anche
l'umano più umano (l'umano che viene decretato tale dal maggior numero di
giudici).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2011 di &lt;em&gt;Atlantic Magazine&lt;/em&gt;,
ma ne è apparsa una traduzione in italiano sul numero 888 di &lt;em&gt;Internazionale&lt;/em&gt;
(11 marzo 2011).&lt;/p&gt;</summary><category term="seconda puntata"></category><category term="intelligenza artificiale"></category></entry><entry><title>Seconda puntata: intelligenza artificiale</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/seconda-puntata-intelligenza-artificiale.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-30T13:00:00+02:00</updated><author><name>Dario Malchiodi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-30:/seconda-puntata-intelligenza-artificiale.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Che cosa succede quando l'informatica affronta problemi la cui soluzione viene
dai più identificata con l'essenza dell'intelligenza umana? Perché un computer
riesce a dare filo da torcere anche a ottimi giocatori di scacchi? Come fa un
programma a esibire un comportamento che può apparire intelligente e,
soprattutto, che cosa può succedere quando gli utenti attribuiscono ai
computer un comportamento intelligente? Di questo e altro abbiamo parlato
nella seconda puntata di Digito Ergo Sum. Il tutto condito da un radiodramma
in cui i protagonisti parlano di come usare il test di Turing per smascherare
un impostore su Facebook...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per chi non è riuscito a sintonizzarsi in tempo, o per chi ci vuole
riascoltare, ecco &lt;a href="media/digitoergosum-2.mp3"&gt;la seconda puntata&lt;/a&gt;! Naturalmente anche &lt;a href="media/digitoergosum-2.ogg"&gt;in formato OGG
Vorbis&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella prossima puntata di Digito Ergo sum si parlerà di algoritmi, ovvero di
che cosa vuol dire affrontare in modo formale la soluzione di un problema, da
quello più semplice di contare i capi di bestiame a quello meno intuitivo di
trovare l'uscita da un labirinto.&lt;/p&gt;</summary><category term="seconda puntata"></category><category term="intelligenza artificiale"></category></entry><entry><title>Prima puntata: cos'è l'informatica?</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/prima-puntata-cose-linformatica.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-23T19:00:00+02:00</updated><author><name>Violetta Lonati</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-23:/prima-puntata-cose-linformatica.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;È stata un'impresa più difficile del previsto, ma ce l'abbiamo fatta! Oggi è
andata in onda la prima puntata e —udite udite— abbiamo anche il &lt;a href="media/digitoergosum-1.mp3"&gt;podcast&lt;/a&gt;
in formato MP3. Le meraviglie della tecnica...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E per i puristi anche la versione &lt;a href="media/digitoergosum-1.ogg"&gt;OGG Vorbis&lt;/a&gt; (&lt;a href="http://www.fsf.org/it-it/playogg-how-ita?set_language=it"&gt;perché?&lt;/a&gt;)!&lt;/p&gt;</summary><category term="prima puntata"></category><category term="cos'è l'informatica"></category></entry><entry><title>Una parabola (E. W. Dijkstra)</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/una-parabola-e-w-dijkstra.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-23T17:00:00+02:00</updated><author><name>Dario Malchiodi</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-23:/una-parabola-e-w-dijkstra.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;(Qualche tempo fa ho trovato il seguente testo manoscritto tra alcuni miei
vecchi documenti. Deve essere stato scritto nel 1973, ma non penso che nei tre
anni trascorsi abbia perso in alcuna parte il suo significato. Pertanto lo
incorporo nella serie EWD.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una parabola.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anni fa venne fondata una compagnia ferroviaria, e uno dei suoi dirigenti --
probabilmente un tizio del ramo commerciale -- scoprì che gli investimenti
iniziali si sarebbero potuti ridurre drasticamente se solamente su metà dei
vagoni fosse stato installato un bagno, e, quindi, si decise in tal senso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco dopo che la compagnia iniziò a operare, tuttavia, cominciarono ad
arrivare lamentele sui bagni. Venne eseguita un'indagine che portò alla luce
come si fosse verificata una cosa ovvia: nonostante fosse da poco operante, la
compagnia risentiva già di problemi di comunicazione interna, in quanto la
decisione del dirigente riguardo ai bagni non era stata trasmessa ai cantieri
di assemblaggio, in cui tutte le carrozze venivano considerate equivalenti
così che, come risultato, alcuni treni risultavano quasi senza bagni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per risolvere il problema venne associata una piccola informazione a ogni
carrozza, indicando se avesse o meno il bagno installato, e a chi si occupava
di assemblare un treno venne richiesto di utilizzare più o meno lo stesso
numero di carrozze per ciascun tipo. Si era trattato di una complicazione
nelle operazioni di assemblaggio, ma, una volta risolta, i responsabili dei
cantieri erano fieri di averla saputa gestire al meglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo che le nuove procedure di assemblaggio divennero operative, tuttavia, le
lamentele sui bagni continuarono ad arrivare. Venne effettuata una nuova
indagine da cui emerse che, nonostante circa la metà delle carrozze in ogni
treno avesse effettivamente i bagni,  spesso questi si trovavano tutti in una
sola metà del treno. Per rimediare al problema vennero diramate nuove
istruzioni, imponendo che le carrozze con i bagni fossero obbligatoriamente
alternate a quelle senza bagni. Si trattava di una complicazione ancora più
seria per gli assemblatori che, dopo aver brontolato per un po', riuscirono
comunque ad organizzarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia le lamentele continuarono, e si scoprì che, essendo i bagni a
un'estremità delle carrozze che ne risultavano equipaggiate, la distanza tra
due bagni successivi poteva corrispondere quasi alla lunghezza di tre
carrozze. Per le madri i cui bambini piccoli avevano bisogni urgenti -- e che
magari trovavano dei bagagli impilati nei corridoi -- la cosa poteva essere
disastrosa. Come risultato, le carrozze con bagno furono contrassegnate con
un'ulteriore informazione che le trasformò in oggetti con un verso. Le nuove
istruzioni richiedettero di fare in modo che in ogni treno le carrozze con
bagno fossero orientate tutte nello stesso modo. Questa volta le nuove
istruzioni vennero accolte con poco entusiasmo, perché il numero di
piattaforme girevoli era a malapena sufficiente; anzi, per essere giusti con
gli assemblatori, bisogna riconoscere che, secondo tutti gli standard, il
numero di piattaforme era proprio insufficiente, e che fu merito della loro
scaltrezza e ingegnosità se riuscirono a farcela anche in questo caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con tutti i bagni uniformemente posizionati lungo il treno la compagnia era
certa che ora tutto fosse a posto, ma i passeggeri continuarono a lamentarsi:
nonostante nessuno fosse distante più di una carrozza dal bagno più vicino, i
passeggeri (con bisogni urgenti) non sapevano in che direzione iniziare la
loro folle corsa per il corridoio! Per risolvere questo problema, frecce con
la scritta "BAGNO" vennero affisse in tutti i corridoi, rendendo quindi anche
l'altra metà delle carrozze degli oggetti muniti di verso che dovevano essere
opportunamente girati durante l'assemblaggio del treno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando le nuove istruzioni arrivarono al cantiere, si creò un'atmosfera a metà
strada tra la disperazione e il disgusto: la cosa, semplicemente, era
infattibile! In quel momento critico un uomo, il cui nome è stato dimenticato
e non riuscirà mai a essere rintracciato, fece la seguente osservazione. A
partire da quando -- una volta e per sempre -- una carrozza veniva agganciata
nella parte munita di bagno con una carrozza senza bagno, gli addetti al
montaggio potevano utilizzare, al posto di N carrozze di due tipi e con
diverse direzioni, N/2 unità identiche che, a tutti gli effetti, potevano
essere considerate simmetriche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa osservazione permise di risolvere tutti i problemi di assemblaggio al
modico prezzo, innanzitutto, di mantenere solamente treni con un numero pari
di carrozze (le poche carrozze addizionali che erano necessarie furono pagate
attingendo ai risparmi ottenuti dai commerciali!) e, secondariamente, di
barare un po' sul posizionamento uniforme dei bagni. Ma, dopotutto, a chi
importa dell'ultimo metro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nonostante nel tempo in cui avvenne questa storia l'umanità ancora non avesse
ancora avuto in dono i calcolatori automatici, l'uomo anonimo che trovò questa
soluzione merita di essere indicato come il primo programmatore qualificato
nel mondo.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;Ho raccontato questa storia a diversi tipi di pubblico. I programmatori, di
regola, ne sono deliziati, e i dirigenti, invariabilmente, si annoiano sempre
di più man mano che la storia continua; i matematici "veri", tuttavia, non ne
colgono il punto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;prof.dr.Edsger W. Dijkstra (Burroughs Research Fellow)&lt;/p&gt;</summary><category term="prima puntata"></category></entry><entry><title>Che cos'è l'informatica?</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/che-cose-linformatica.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-23T12:30:00+02:00</updated><author><name>Violetta Lonati</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-23:/che-cose-linformatica.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;A breve il podcast della puntata... nel frattempo vi segnaliamo un &lt;a href="http://www.cbi.umn.edu/collections/inv/burros/ewd594.htm"&gt;documento
interessante&lt;/a&gt; di un grande informatico, Edsger W. Dijkstra (1930-2002). Una
parabola, che la dice lunga su "cos'è l'informatica". La &lt;a href="http://www.cs.utexas.edu/users/EWD/ewd05xx/EWD594.PDF"&gt;versione
originale&lt;/a&gt; del testo è del 1973! Per i poco ferrati nella lingua inglese
abbiamo preparato una &lt;a href="http://digitoergosum.unimi.it/una-parabola-e-w-dijkstra.html"&gt;traduzione italiana&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così si conclude la parabola "I have told the above story to different
audiences. Programmers, as a rule, are delighted by it, and managers,
invariably, get more and more annoyed as the story progresses; true
mathematicians, however, fail to see the point."&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I più curiosi potranno trovare l'intero archivio degli scritti di Djikstra (a
cui si attribuisce, tra l'altro, la famosa frase: "Computer Science is no more
about computers than astronomy is about telescopes") nel sito a lui dedicato:&lt;a href="http://www.cs.utexas.edu/users/EWD"&gt;
http://www.cs.utexas.edu/users/EWD&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary><category term="prima puntata"></category></entry><entry><title>Il programma che vi fa cambiare programma</title><link href="http://digitoergosum.unimi.it/il-programma-che-vi-fa-cambiare-programma.html" rel="alternate"></link><updated>2011-05-10T00:00:00+02:00</updated><author><name>Aladdin</name></author><id>tag:digitoergosum.unimi.it,2011-05-10:/il-programma-che-vi-fa-cambiare-programma.html/</id><summary type="html">&lt;p&gt;Cos'è per voi l'informatica?  Ovunque vi giriate, trovate qualcuno che vi dice
che l'informatica è la più grande rivoluzione dell'ultimo secolo. Eppure....&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;...quando entrate in libreria l'unica area che evitate è quella dedicata
all'informatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;...ogni volta che cercate di capire come collegare la stampante al vostro
laptop percepite  germinare in voi risentimenti luddisti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;...equiparate la patente informatica a quella da iettatore?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse nessuno vi ha mai spiegato cosa c'è davvero di rivoluzionario
nell'informatica e perché vale la pena tentare di capirci qualcosa. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Digito
Ergo Sum&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; vuole provarci: chissà mai che non vi venga voglia di ricodificare
le vostre &lt;em&gt;vite digitali&lt;/em&gt;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Digito Ergo Sum&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è un programma a cura di &lt;a href="http://aladdin.unimi.it"&gt;Aladdin&lt;/a&gt;, un gruppo nato all'&lt;a href="http://www.unimi.it"&gt;Università degli Studi di Milano&lt;/a&gt; con lo scopo di diffondere e motivare l'entusiamo verso l'informatica che ne anima i componenti. Antonio Dini, giornalista e saggista esperto di tecnologie, con l'aiuto di alcuni docenti dell'università esplorerà i lati meno noti e più divertenti della sfida scientifica e sociale che l'informatica pone.  E forse cambiare programma non vi sembrerà più così difficile...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Digito Ergo Sum&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è andata in onda ogni lunedì (per undici puntate) da
&lt;strong&gt;lunedì 23 maggio 2011&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;lunedì 1 agosto 2011&lt;/strong&gt;, alle ore &lt;strong&gt;12.00&lt;/strong&gt; su &lt;a href="http://www.radiopopolare.it/"&gt;Radio Popolare&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary></entry></feed>